Come Scegliere un DeumidificatoreLa scelta del deumidificatore deve essere operata tenendo conto di alcuni fattori molto importanti affinché l’apparecchio possa poi svolgere correttamente il suo compito e soddisfare le specifiche esigenze dell’utente.

La prima considerazione che deve essere portata in evidenza riguarda il fatto che in commercio esistono diverse tipologie di deumidificatore, impiegabili in contesti ambientali differenti e, soprattutto, con sensibili differenze dal punto di vista delle prestazioni. Prima di affrontare in dettaglio le caratteristiche dei principali sistemi di deumidificazione e i fattori che concorrono alla scelta del deumidificatore più adeguato ad ogni specifica situazione, è necessario innanzi tutto sapere cosa è un deumidificatore e perché è necessaria la sua attività all’interno dei locali.

1. Deumidificatore: Significato e Concetti Generali

In linea di principio, il deumidificatore, come rileva il termine stesso, non è altro che uno strumento in grado sostanzialmente di “estrarre” la frazione di acqua presente nell’aria sotto forma di vapore acqueo, più comunemente conosciuta in termini di umidità. Il bisogno di ridurre il grado di umidità all’interno degli ambienti chiusi può nascere da svariate necessità, tra le quali, la più importante, riguarda l’aspetto igienico e di salubrità del locale stesso.

È noto infatti che un livello eccessivo di umidità favorisce la diffusione di agenti patogeni, quali acari, batteri e funghi, i quali utilizzano prevalentemente l’acqua come vettore di trasporto. Inoltre, un elevato livello di acqua nell’ambiente provoca alterazioni ai materiali utilizzati nelle costruzioni e negli arredi, come il legno, le vernici, i laterizi ed i tessuti. Infine, l’uomo accusa sovente disagio fisico e respiratorio in presenza di un elevato tasso di umidità, a causa della maggior difficoltà traspirante della pelle, che viene così meno alla sua funzione di termoregolazione del corpo.

L’importanza di ridurre il contenuto di vapore acque dall’aria emerge sia durante la stagione estiva che quella invernale. Durante la prima, per i motivi anzidetti, la deumidificazione migliora la resistenza al caldo delle persone, in quanto favorisce i meccanismi fisiologici di autoregolazione della temperatura; durante il periodo freddo, poter ridurre il tasso di umidità delle stanze consente di avvertire meno le basse temperature e di evitare fenomeni di condensa sulle superfici interne della casa.

Sempre d’inverno, inoltre, il deumidificatore risolve il problema dell’asciugatura dei panni quando non possono essere esposti all’aperto a causa del cattivo tempo ovvero in contesti urbani particolarmente congestionati, caratterizzati da un elevato contenuto di polveri e gas di scarico che andrebbero altrimenti a depositarsi sui tessuti puliti.

2. Tipologie di Deumidificatori

Entrando nel merito del deumidificatore, possiamo fare una sua prima distinzione tipologica in due grandi categorie principali: i deumidificatori elettrici e i deumidificatori a sali (non elettrici).

Ai primi appartengono tutti i deumidificatori che utilizzano l’energia elettrica per funzionare e sono il raggruppamento più numeroso e vario, mentre i secondi sono caratterizzati dalla totale indipendenza da fonti energetiche, poiché sfruttano i principi chimico-fisici dei materiali che li costituiscono, mediante i quali trattengono l’acqua ambientale secondo un processo che potremmo anche definire passivo.

a. Deumidificatori non elettrici

Il deumidificatore a sali è sostanzialmente costituito da un contenitore rigido (scatola) o deformabile (sacco) contenente appunto composti salini sotto forma di graniglia fine con elevata superficie di contatto con l’aria. Insieme ai sali possono essere presenti anche materiali argillosi che incrementano le proprietà igroscopiche della miscela.

Come si evince facilmente dalla descrizione, il deumidificatore a sali è dunque un sistema estremamente semplice, non emette alcun rumore ed è economico. Il suo limite è rappresentato dalla bassa capacità di lavoro, poiché, come accennato, sfrutta meccanismi di azione passivi meno efficienti dei sistemi ad energia elettrica. Per questa ragione, il deumidificatore a sali non è adatto a trattare l’aria di grandi volumi e deve pertanto essere impiegato esclusivamente in piccoli vani da 10-12 metri quadri al massimo. Per ambienti ancora più piccoli come gli scompartimenti di un armadio o per i cassetti, si possono usare piccoli sacchetti delle dimensioni di una mano contenenti la miscela igroscopica. Inoltre, i sali sono soggetti a saturazione, raggiunta la quale non sono più in grado di assorbire acqua e devono essere sostituiti. L’autonomia del deumidificatore a sali è quindi limitata a circa 2-3 mesi in funzione della qualità dei composti salini impiegati.

In commercio esistono anche kit “fai da te” per realizzare un deumidificatore a sali in maniera ancora più economica, offrendo anche la possibilità di dosare il quantitativo della miscela assorbente in funzione del carico di umidità che occorre estrarre ovvero del grado di secchezza dell’aria che ci si prefigge di raggiungere.

b. Deumidificatori elettrici

Quando gli ambienti da trattare superano le dimensioni sopra indicate, è opportuno indirizzare l’attenzione verso i deumidificatori elettrici, i quali, in virtù appunto dell’energia che traggono dall’esterno, sono in grado di superare i limiti di efficienza dei sali.

Sebbene più costosi dei primi, i deumidificatori elettrici non hanno l’inconveniente di esaurirsi, poiché non sono costituiti da componenti o materiali che si consumano. Naturalmente, però, essi sono soggetti ad usura meccanica come la gran parte degli elettrodomestici e pertanto possono richiedere dopo un certo numero di ore di utilizzo, in genere molto elevato, qualche intervento di manutenzione.

3. Il condizionatore con il deumidificatore

Se nell’ambito della programmazione famigliare relativa agli acquisti di una certa rilevanza compare in prospettiva anche l’eventuale acquisto di un condizionatore, è consigliabile valutare l’opportunità di scegliere un’unica macchina in grado di svolgere in maniera integrata sia l’attività di condizionamento che quella di deumidificazione. Questo permette innanzi tutto di ridurre i costi complessivi, poiché la componentistica riguardante la funzione di deumidificazione, ridotta alle sue parti essenziali, non ha bisogno di un proprio involucro indipendente, limitando conseguentemente anche gli ingombri finali.

4. La capacità di deumidificazione

La caratteristica più importante da valutare quando si deve scegliere un deumidificatore elettrico è la sua capacità di lavoro, espressa anche in termini di capacità di deumidificazione. Da questo valore, strettamente legato alla dotazione tecnologica dell’apparecchio, discendono altre due grandezze che devono essere accuratamente valutate e confrontate con le condizioni ambientali alle quali si intende far lavorare il deumidificatore, ossia la superficie o il volume trattabile e la potenza, che ci interessa soprattutto dal punto di vista dei relativi consumi elettrici.

La capacità di deumidificazione si esprime in termini di litri di acqua estraibili nell’unità di tempo (ora o giorni) e, maggiore è questo valore, più elevata sarà la capacità del deumidificatore di trattare alti tassi di umidità ambientale. Pertanto, se abbiamo la necessità di deumidificare locali particolarmente umidi, dobbiamo orientarci a dispositivi di deumidificazione ad alta capacità, attorno ai 20-30 litri al giorno. Comprensibilmente, il prezzo di mercato di questi deumidificatori risulterà maggiore rispetto alla media, in quanto sono realizzati con componenti più potenti ed efficienti.

Dalla capacità di deumidificazione si ricava in una certa misura la dimensione del volume di aria che il deumidificatore è in grado di trattare. Questo indice, più comunemente espresso in metri quadri, è più semplice da leggere e utilizzare, poiché direttamente confrontabile con le specifiche caratteristiche planimetriche dell’appartamento o singola stanza nella quale si prevede di impiegare il deumidificatore. La precisa corrispondenza tra spazio da trattare e capacità di lavoro del deumidificatore ci garantisce il raggiungimento degli obiettivi prefissati relativi alla riduzione dell’umidità ambientale, nonché il contenimento dei consumi entro i valori prettamente necessari.

5. Potenza e consumi

L’aspetto dei consumi è un tema per nulla secondario in quanto i deumidificatori vengono in genere impiegati per cicli di funzionamento più o meno prolungati nonché, in casi estremi, restano sempre attivi. Al riguardo occorre però precisare che la gran parte dei deumidificatori moderni hanno un consumo elettrico cosiddetto intermittente, ossia il loro assorbimento energetico maggiore avviene ad intervalli più o meno regolari e non in continuo, ad eccezione della prima fase di accensione quando la macchina deve raggiungere nel più breve tempo possibile il livello di regime. Per questa ragione, il consumo complessivo del deumidificatore non è direttamente legato alla sua durata di servizio, bensì all’effettiva sommatoria dei cicli di funzionamento effettivo.

Per indicare alcuni ordini di grandezza, la potenza del deumidificatore può variare da un minimo di poco inferiore ai 100 Watt, per i modelli più piccoli, fino ad un massimo di 600 Watt ed oltre, per le versioni commerciali progettate per grandi ambienti. Alle comuni condizioni domestiche della maggioranza delle abitazioni, sono sufficienti in genere deumidificatori caratterizzati da una potenza media di circa 300 Watt.

Per avere un’idea più precisa dei costi di esercizio di questo elettrodomestico, può essere utile stimare il costo orario della sua attività, considerando che un kilowattora (kWh), l’unità di calcolo principale per determinare il consumo elettrico complessivo in bolletta, equivale a poco più di 3 ore di lavoro di un deumidificatore di potenza pari a 300 Watt (300 W x 3 h = 0,9 kWh), oppure 5 ore per un deumidificatore di potenza pari invece a 200 Watt (200 W x 5 h = 1,0 kWh).

6. Funzionalità aggiuntive

Una volta individuata la classe di potenza del deumidificatore ovvero la capacità di lavoro commisurata alle caratteristiche fisiche e di umidità del locale, è possibile affinare la scelta tipologica in base alle funzioni principali in dotazione al dispositivo. A parità di potenza, infatti, esiste un’ampia gamma di deumidificatori più o meno sofisticati e automatizzabili, nonché in grado, oltre al compito principale di riduzione dell’umidità, di svolgere anche altre attività inerenti il trattamento dell’aria come, ad esempio, la sua purificazione, il riscaldamento e numerosi altri aspetti minori che incidono sulla funzionalità generale dell’apparecchio e sulla sua praticità d’impiego.

Considerando il fatto che una delle ragioni per cui si ricorre all’impiego dei deumidificatori è quella di farli funzionare in ambienti umidi e per questo motivo spesso anche malsani, ricchi di muffe, polveri, ecc., esiste una ampia gamma di queste macchine dotate di speciali filtri capaci di trattenere le particelle dell’aria, riducendo conseguentemente anche il tasso di allergeni presenti. Questa funzione è resa possibile sostanzialmente dal fatto che quasi tutti i deumidificatori movimentano l’aria in maniera forzata al loro interno, mediante uno o più ventilatori.

Il deumidificatore in grado di purificare anche l’aria ha comprensibilmente un costo maggiore sul mercato e deve essere gestito con maggior cura, poiché richiede la sostituzione o il lavaggio dei filtri impiegati per filtrare e trattenere le impurità.

L’aria in uscita dal deumidificatore elettrico tradizionale è già di per sé lievemente più calda di circa 0,5-1 °C rispetto a quella in entrata e questo lieve riscaldamento è in genere sufficiente per riscaldare di poco piccoli spazi ovvero utilizzare il deumidificatore anche come efficace sistema di asciugatura della biancheria. Tuttavia, qualora fosse necessario alzare maggiormente la temperatura ambientale durante il funzionamento del deumidificatore, invece di accendere il riscaldamento (se presente) o dotarsi di un altro dispositivo specifico, è possibile acquistare deumidificatori equipaggiati con la funzione di riscaldamento.

Una funzione integrabile con il deumidificatore e simile a quella svolta dai filtri è rappresentata dalla possibilità di ionizzare l’aria: in questo caso, l’aria in uscita dal deumidificatore viene arricchita con cariche negative (ioni), le quali, unendosi alle particelle di polvere, pollini, fumi, ecc. (normalmente cariche positivamente) formano composti che tendono a depositarsi sulle superfici, perdendo così il loro stato di sospensione nell’aria. Per le persone che soffrono di disturbi all’apparato respiratorio e, in generale, per ottenere un’aria più pulita, mediante queste strategie è quindi possibile migliorare sensibilmente la qualità ambientale in generale.

Oltre alle funzioni aggiuntive sopra riportate, il deumidificatore può essere dotato, come accennato, anche di funzionalità secondarie ma comunque utili come, ad esempio, la differenziazione dei livelli di potenza, il blocco dei comandi in caso di presenza di bambini in casa, oppure la programmabilità del funzionamento per definire intervalli di attività precisi durante il giorno o la notte, il controllo in modalità wireless per leggere lo stato di funzionamento o impartire comandi a distanza dal punto dove è situato il deumidificatore, ecc.

7. La manutenzione

Esistono inoltre aspetti di carattere pratico inerenti l’utilizzo del deumidificatore che non devono essere trascurati quando si decide di acquistarne uno. La manutenzione ordinaria del deumidificatore deve essere possibilmente semplice e veloce. Nella maggioranza dei dispositivi tradizionali privi di particolari funzionalità integrati, è necessario estrarre e lavare periodicamente il filtro dell’aria a rete sintetica che protegge il ventilatore. Questa operazione è molto importante, poiché elimina la formazione dei depositi di polvere che si formano all’interno del deumidificatore, presso i quali possono anche annidarsi e conservarsi nel tempo gran parte delle spore fungine delle muffe, batteri e virus. Al riguardo, occorre pertanto valutare la praticità di estrazione di tale filtro dal deumidificatore e la possibilità di lavarlo in tutte le sue parti in modo efficace.

Qualora il deumidificatore possedesse anche filtri integrativi per la purificazione dell’aria, è necessario informarsi della procedura richiesta per la loro pulizia ovvero sostituzione e, in quest’ultimo caso, del costo di acquisto dei ricambi.

8. Rumorosità di Funzionamento

Un altro elemento da valutare riguarda la rumorosità del deumidificatore. Non di rado infatti, questi elettrodomestici vengono fatti funzionare anche durante la notte e, se l’appartamento non consente di isolare acusticamente il deumidificatore, questa caratteristica dei deumidificatori elettrici può diventare particolarmente fastidiosa. L’emissione acustica dei deumidificatori è espressa in decibel (dB) e mediamente si aggira sui 45 dB. Al di sotto di questa cifra, siamo di fronte a deumidificatori relativamente silenziosi mentre, se ci avviciniamo a valori prossimi o anche di poco superiori ai 50 dB, è consigliabile l’uso del deumidificatore in condizioni sufficientemente isolate in modo da non arrecare disturbo. È evidente che se si prevede un utilizzo del deumidificatore in cantina o in altri locali generalmente dislocati in zone dell’edificio non abitate, il fattore rumore perde sostanzialmente valore in fase di scelta.

9. Tipologia di scarico dell’acqua

Veniamo ora ad un altro aspetto rilevante del deumidificatore che concerne la sua praticità d’uso, ossia la tipologia di scarico dell’acqua di condensa. Nel processo di estrazione dell’acqua dall’aria, sfruttando il fenomeno fisico della condensazione che corrisponde al passaggio dallo stato di gas (vapore) allo stato liquido dell’acqua, il deumidificatore accumula nel tempo una certa quantità di liquido che deposita temporaneamente nell’apposito contenitore. La capacità del contenitore determina pertanto anche l’autonomia di funzionamento, poiché al raggiungimento della soglia massima di riempimento, in genere, un dispositivo meccanico costituito da un semplice galleggiante e da alcuni manovellismi, interrompe l’alimentazione elettrica spegnendo automaticamente il deumidificatore stesso. Ne deriva conseguentemente che contenitori troppo piccoli obbligheranno l’utilizzatore a frequenti operazioni di svuotamento che comportano in aggiunta anche spegnimenti e riavvi del dispositivo.

Se si prevede di dover lasciare da solo e per lungo tempo il deumidificatore all’interno di un ambiente particolarmente umido, è consigliabile cercare modelli che abbiano una elevata capacità di accumulo ovvero possiedano la predisposizione per permettere lo scarico esterno (scarico diretto e continuo). Quest’ultima caratteristica, peraltro quasi sempre presente, consente di by-passare il contenitore di raccolta e di riversare l’acqua di condensa in un eventuale scarico a pavimento preesistente, eliminando definitivamente il problema dell’accumulo di acqua, oppure all’interno di un altro contenitore più voluminoso opportunamente predisposto dal proprietario a fianco del deumidificatore. Il collegamento tra deumidificatore e lo scarico esterno è in genere assicurato da un breve tubicino flessibile al quale è possibile all’occorrenza unire un’eventuale prolunga per allontanare ulteriormente il punto di fuoriuscita dell’acqua. In merito al tubicino in gomma, è bene sottolineare che deve essere regolarmente pulito all’interno per evitare la formazione di tappi provocati da eventuali muffe o insetti. L’ostruzione dello scarico diretto e continuo compromette infatti il buon funzionamento del deumidificatore ed espone la superficie di appoggio ad eventuali allagamenti.

10. Il peso e gli Accessori di Trasporto

Nei contesti domestici tradizionali, l’impiego del deumidificatore è in genere intermittente: l’elettrodomestico viene portato nella stanza eccessivamente umida e lasciato per un certo periodo più o meno prolungato, poi, terminato il sui ciclo di lavoro, rimosso e riposto in ordine in altro luogo. Se si prevede di utilizzarlo prevalentemente nel modo appena descritto, è bene valutare anche il peso del deumidificatore e gli eventuali accessori per spostarlo, quali il numero di ruote e le maniglie, al fine di valutare il suo grado di praticità nel spostarlo da un posto all’altro.

Poiché in genere i deumidificatori hanno un peso non irrilevante, se si prevede di spostarlo frequentemente, la qualità delle ruote in termini di robustezza e posizionamento al di sotto della base, gioca un ruolo fondamentale. Ruote troppo piccole, raccordate alla carcassa con elementi plastici in modo superficiale, evidenziano immediatamente i loro limiti già dopo pochi spostamenti del nuovo deumidificatore.

11. Deumidificatori Fissi (ad incasso)

Qualora l’acquisto di un deumidificatore fosse indirizzato ad un modello da impiegare permanentemente nel medesimo locale, è consigliabile guardare tra i cosiddetti deumidificatori ad incasso, in grado cioè di integrarsi con il mobilio preesistente e di occupare quindi in modo sostanzialmente più elegante un proprio posto all’interno dell’arredo permanentemente. Questi modelli sono comprensibilmente più costosi della media e richiedono qualche volta anche l’assistenza tecnica di personale specializzato per l’installazione, tuttavia permettono di ottimizzare gli spazi disponibili e di dimenticarsi quasi di averli.

Una classica applicazione dei deumidificatori ad incasso dovrebbe riguardare il locale destinato prevalentemente all’asciugatura della biancheria all’interno della casa.

12. Dimensioni di un Deumidificatore

Quando non si dispone di molto spazio nell’appartamento, anche l’aggiunta di un solo elettrodomestico come un deumidificatore, può rappresentare un problema. L’ingombro del deumidificatore di media potenza non è irrisorio e deve essere considerato sulla base dell’effettiva disponibilità di spazio. In situazioni particolarmente ristrette, si può valutare anche la possibilità di appendere il deumidificatore al muro mediante un’apposita staffa, evitando così di occupare superficie utile calpestabile. In quest’ultimo caso, occorre però osservare la presenza delle necessarie predisposizioni di appoggio o aggancio sulla struttura dell’elettrodomestico.

13. La Qualità dei Materiali

Un utilizzo del deumidificatore in modalità sospesa per mezzo di supporti impone che i materiali impiegati per l’assemblaggio siano sufficientemente resistenti.

Nel caso specifico, è preferibile unire l’eventuale staffa di sostegno a parete con predisposizioni metalliche facenti parte del telaio del deumidificatore, poiché i materiali plastici, per quanto resistenti, non garantiscono nel tempo le medesime prestazioni meccaniche.

14. Il Design di un Deumidificatore

Parlando della struttura esterna del deumidificatore non può mancare l’aspetto del design: certamente poco rilevante qualora si prevede di utilizzare il deumidificatore in luoghi chiusi e senza passaggio di persone, ma se questo dispositivo è invece esposto alla vista delle persone che popolano l’appartamento o il condominio, allora si comprende l’importanza di scegliere un modello che presenti anche linee e colori piacevoli ovvero adeguati al contesto di arredamento esistente.

15. L’importanza della Marca e dei Servizi Accessori

Una volta osservati gli aspetti direttamente riscontrabili sul deumidificatore stesso, si può allargare la valutazione all’ambito degli eventuali servizi di assistenza offerti dalla casa produttrice ovvero i termini di garanzia e, se vogliamo, anche il suo livello di prestigio e popolarità per questo specifico prodotto.

L’acquisto di un deumidificatore dalla marca sconosciuta espone l’acquirente al rischio che poi rimanga “abbandonato” nel momento del bisogno. Questo problema può diventare particolarmente antipatico se occorre sostituire un componente del deumidificatore, ovvero acquistare un nuovo accessorio, poiché, in questi casi, diventa importante poter usufruire di un comodo canale di comunicazione con il personale di assistenza.

16. Il Prezzo di un Deumidificatore

Il fattore prezzo riveste indubbiamente un ruolo importante nel processo di scelta di qualsiasi elettrodomestico in generale. Per quanto riguarda i deumidificatori, possiamo indicare la fascia dai 100 a 250 euro come quella nella quale rientrano la maggioranza dei modelli standard, con le principali funzionalità di deumidificazione.

Qualora desiderassimo acquistare apparecchi di potenza superiore alla media, i relativi prezzi tendono a salire rispetto ai valori indicati, da cui l’importanza di valutare bene la potenza richiesta per evitare di spendere oltre il necessario.

Come accennato precedentemente, se il prezzo medio dei deumidificatori elettrici è fuori dalla portata del budget preventivato per questo tipo di spesa, l’alternativa è rappresentata dai deumidificatori a sali, ricordando però che questi ultimi sono adatti per superfici relativamente contenute. Il loro prezzo medio può infatti anche essere inferiore ai 10 euro, ma occorre considerare anche le eventuali “ricariche” o nuove confezioni sostitutive necessarie una volta esaurito il potere igroscopico del primo sacco.


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136 Commenti in "Come Scegliere un Deumidificatore"

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Pippo

ho appena preso un TROTEC TTK 40 E: posizionato in una cantinetta di 8mq con temperatura a 9-10°C segnava un’umidità del 55%; l’ho lasciato acceso 2 ore impostando un’umidità del 40% ma non ha abbassato il tasso di umidità e non ha raccolto niente, zero acqua raccolta.
E’ normale? Si tratta di un modello malfunzionante o è causa della bassa temperatura?

Staff DeumidificatoreTop

Ciao Pippo, la temperatura rientra tecnicamente nel suo range operativo, però forse ti stai orientando verso un tasso d’umidità un po’ basso anche in rapporto alla temperatura ambientale. prova ad alzarlo leggermente e dargli più di 2 ore per vedere risultati tangibili!

Sergio

Salve,
vivo in un appartamento di circa 80mq, esposto su tre lati, così suddiviso: camera da letto (20mq, Nord ed Ovest), bagno (5mq, Ovest), soggiorno e angolo cucina (30mq, Sud), studio (8mq, Ovest), e un piccolo ripostiglio.
In camera da letto il livello di umidità misurato si aggira sul 70% e in inverno si forma parecchia condensa alle finestre ed anche in alcune parti delle pareti, con la conseguente comparsa di muffa dietro i mobili, che sono posizionati sulle pareti perimetrali.
L’appartamento è posto al primo piano, dotato di infissi interni a doppio vetro, ed esterni in alluminio ed è dotato anche di riscaldamenti autonomi a metano, che utilizzo in media 3 ore al giorno. La temperatura interna in inverno varia dai 15°C ai 19°C massimo, mentre in estate dai 25°C ai 35°C. Abitiamo in due.
Siamo intenzionati a comprare un deumidificatore portatile da posizionare nella camera da letto per abbassare il grado di umidità nell’aria ed eravamo orientati sui modelli De Longhi 12, 14,e 16.
Voi cosa mi consigliate, ed eventualmente quali modelli oltre a quelli citati?
Grazie mille
Sergio

Staff DeumidificatoreTop

Ciao Sergio, tra i modelli da te proposti ci orienteremmo di sicuro verso il Dex 16. Data la presenza di un discreto tasso d’umidità, di finestre e di due persone (ciascuna delle quali contribuisce a sua volta, come saprai, alla crescita della percentuale d’umido), meglio contare sulla portata massima dei tre, vale a dire appunto 16 litri. Un’alternativa potrebbe essere anche il De Longhi Aria Dry Light DNC 65, anche questo silenzioso, con purificazione dell’aria e particolarmente adatto ad ambienti come le camere da letto!

giorgia

Salve,io ho una casa di 70mq con un tasso di umidita pari al 88 %, Vorrei qualcosa che deumidicafa e riacalda cosa mi consigliate grazie

Staff DeumidificatoreTop

Ciao Giorgia, per deumidificare un singolo ambiente alla volta potresti orientarti verso un Aquaria Thermo, che incorpora una resistenza per produrre aria calda. Occhio solo ai consumi, perché chiaramente la funzione aria calda ha un impatto non indifferente rispetto alla semplice deumidificazione!

Vittorio

Salve,
vivo in un appartamento di circa 60mq, esposto su tre lati, così suddiviso: camera da letto (14mq, Nord ed Est), bagno (5mq, Est), soggiorno (15mq, Est), cucina (12mq, Sud), studio (8mq, Sud), e un piccolo ripostiglio.
In camera da letto, bagno e soggiorno in inverno si forma parecchia condensa alle finestre ed anche in alcune parti delle pareti, soprattutto in camera da letto (che è ad angolo, esposta sia a nord che ad est), con conseguente comparsa di muffa dietro i mobili, che sono posizionati sulle pareti perimetrali.
L’appartamento è posto al primo piano, dotato di infissi interni a doppio vetro, ed esterni in alluminio. Dotato anche di riscaldamenti autonomi a metano, che utilizzo in media 4/5 ore al giorno. La temperatura interna in inverno varia dai 15°C ai 19°C massimo, mentre in estate dai 25°C ai 35°C. Abitiamo in due.
Sono indeciso tra tre possibilità:
1) due condizionatori, uno da mettere nello studio, ed uno in camera da letto (questo magari con funzione di deumidificatore inclusa);
2) un deumidificatore più grande da lasciare prevalentemente nel soggiorno, che è al centro di tutte le altre stanze;
3) un deumidificatore più piccolo da spostare nelle varie stanze all’occorrenza.
Voi cosa mi consigliate, ed eventualmente quali modelli?
Grazie

Staff DeumidificatoreTop

Ciao Vittorio, vediamo se riusciamo ad esserti d’aiuto, andiamo con ordine:

1) Se intendi dei condizionatori a split con motore esterno allora si, se invece eri orientato su quelli portatili, allora no, meglio un deumidificatore portatile (secondo la nostra opinione ovviamente)

2-3)Noi consigliamo solitamente di acquistare un solo deumidificatore, per evitare il doppio consumo, il doppio ingombro ecc…

Viste le dimensioni della casa e delle relative stanze, un 20 litri dovrebbe andare più che bene, al limite posizionalo nella stanza dove hai più problemi.

Come modelli ti consigliamo il Trotec TTK 70 E se punti al risparmio, oppure il De’Longhi DDS20 se non hai problemi di budget e cerchi un buon prodotto italiano.

Ciao Vittorio!

erasmo

appartamento di 65 mq dove viviamo in quattro, che tipo di deumidificatore mi consigliate?
Grazie

Staff DeumidificatoreTop

Ciao, così su due piedi valutando solo la grandezza della casa, ti consigliamo il Argoclima Dry Digit 17, è un buon modello specialmente per rapporto qualità prezzo!

Ciao e alla prossima!

Andrea

Buongiorno, ho una cantina molto umida a causa di infiltrazioni nelle pareti e nel sottosuolo. Nel giro di pochi mesi è cresciuto un velo di muffa su alcuni armadi in legno non trattato e ho notato che se lascio del materiale impermeabile (es. teli in plastica) a contatto con il pavimento quando lo rimuovo vi posso vedere attaccate delle goccioline di condensa. Presto verrà un’impresa edile a valutare la fattibilità di un vespaio areato nel pavimento, ma per limitare i danni a breve termine ho pensato di utilizzare un deumidificatore. Ho pensato ad un Ariston deos 20 20litri/24h. La cantina è circa 3.5x3x2.8 metri (L x P x H) e ho la possibilità di farlo funzionare “in continuo” avendo uno scarico a pavimento. Il condizionatore a cui ho pensato è dimensionato alle esigenze? Grazie mille e cordiali saluti, Andrea

Staff DeumidificatoreTop

Ciao Andrea, dipende dalla saturazione della stanza, comunque l’ambiente è abbastanza piccolo, un 20 litri al massimo della potenza riuscirebbe a tenere l’ambiente asciutto, almeno fino a quando non risolverai il problema.

Ciao Andrea, speriamo che riesci a risolvere! 🙂

Gianmaria

Salve, da pochi giorni mi sono trasferito al piano terra di una villetta in campagna in un appartamento di circa 130mq con un paio di stanze appena appena interrate.
Dopo poche ore di utilizzo di termosifoni e di una stufa a pellet ventilata ha cominciato a fare la sua comparsa una abbondante condensa sui vetri degli infissi in pvc. Al mattino ho i davanzali pieni di acqua. Negli angoli alti delle pareti in cucina ha iniziato a tornare in superficie il colore delle pareti del precedente occupante contornato da un alone giallino. Tra le fughe dei pavimenti in alcuni punti ho trovato salnitro.
Potrei risolvere con un buon deumidificatore (e se si quale modello mi consigliate) o preparo la disdetta del contratto di fitto?
Vi ringrazio tantissimo.

Staff DeumidificatoreTop

Ciao Gianmaria, non sappiamo se è il caso di rivalutare la scelta dell’immobile che hai preso in affitto, comunque senza misurare il tasso di umidità presente in casa, è evidente che c’è una saturazione dell’aria, che evidentemente neanche i termosifoni riescono ad asciugare.

Se l’umidità viene dal terreno e dai muri però, temiamo ci sia poco da fare, un deumidificatore aiuterebbe a mantenere il tasso di umidità accettabile, ma potresti doverlo tenere acceso costantemente, giorno e notte, cosa non sempre fattibile tra le mura domestiche per via del rumore (e delle bollette!).

Ti consigliamo quindi per valutare correttamente il da farsi prima di accertarsi la causa dell’umidità, meglio se con un sopralluogo di un tecnico.

Ciao Gianmaria, speriamo di esserti stati utili!

Ernesto

Buongiorno in camera da letto di circa 25 metri quadri al piano superiore si è formata negli angoli alti delle pareti della muffa (scura) e conseguentemente anche un cattivo odore nell’ambiente. Il riscaldamento funziona 2 ore la mattina e tre ore la sera. Il problema non si è mai manifestato fintanto che il camino a legna ubicato al piano terra era in funzionè (oltre ai termosifoni). Che cosa mi consigliate per deumidificare l’ambiente prima dell’imbiancatura e per prevenire la muffa. Grazie e buon anno. ERNESTO VILLA

Staff DeumidificatoreTop

Ciao Ernesto, se gia da soli termosifono e camino riescono a eliminare la muffa, probabilmente non è un problema molto grave, risolvibile con un deumidificatore di portata media.

Ti consigliamo di valutare modelli da 10/13 litri, come ad esempio L’Argo Clima Dry Digit 13, il De’Longhi DEX12, oppure il Trotec TTK 40 E.

Ciao Ernesto e buon anno nuovo!

Antonio

Salve vorrei consiglio per acquisto deumidificatore principalmente per camera da letto di mq 16 ma al bisogno anche nel soggiorno/ cucina di mq 32. Grazie

Staff DeumidificatoreTop

Ciao Antonio, ultimamente molti utenti si stanno trovando bene con Argo clima Dry Digit 17, riesce a lavorare anche su stanze di una 30ina di metri quadri.

Ti consigliamo comunque di dare una controllata al tasso di umidità, per valutare meglio le tue effettive necessità.

Ciao Antonio e auguri!

Andrea

Buongiorno, vivo in una casa di circa 55mq e con l’arrivo dell’inverno mi si presenta il classico problema di condensa sui vetri (sopratutto su un grande serramento esposto a nord). Il problema credo sia generato dall’umidità presente in casa e non smaltita a dovere, anche perchè la casa e i serramenti sono coibentati a dovere.
Quale prodotto mi consigliate? Ne vorrei uno che posizionato in una zona centrale mi lavori su quasi tutta la casa e possibilmente abbastanza silenzioso.
Grazie
Andrea

Staff DeumidificatoreTop

Ciao Andrea, intanto se è un problema di condensa generato dall’interno, puoi considerarti fortunato, con un deumidificatore potresti riuscire ad eliminare il problema.

Considera che per 55 metri non sono molti, ma essenzialmente dipende molto da quanti siete in casa. Più persone significa più docce (più vapore acqueo disperso al bagno e zone limitrofe) pentole più grandi sul fuoco in cucina (la cappa è un elettrodomestico indispensabile, usalo sempre!), e in generale ogni persona rilascia umidità nell’aria semplicemente abitandola anche solo respirando.

Un modello dal buon rapporto qualità prezzo è l’Argoclima Dry Plus 21, e dovrebbe anche essere leggermente sovradimensionato per le tue necessità.

Se vuoi risparmiare e avere qualcosa di meno ingombrante potresti valutare anche il modello da 17 litri, l’Argoclima Dry Digit 17.

In entrambi comunque la rumorosità si attesta sui 45 db, niente di eccezionale quindi.

Ciao Andrea e alla prossima!

Alice Ronzani

ciao! quando parli di “rumorosità che si attesta sui 45db, niente di eccezionale” intendi dire che è comunque silenzioso? 🙂 grazie

Staff DeumidificatoreTop

Ciao a te! In realtà i modelli autenticamente silenziosi, per essere tali, dovrebbero attestarsi sotto i 40-45 dB…valori superiori sono più che accettabili nella routine quotidiana, ma potrebbero diventare più fastidiosi se si ha in programma di usarli a ciclo continuo anche in fasce orarie più delicate. Comunque dipende molto dalla soglia di sensibilità individuale!

Andrea

Grazie! Per la mia situazione cosa ne pensate del De’Longhi Aria Dry Light DNC 65?

Staff DeumidificatoreTop

Pensiamo vada più che bene bene, si tratta di un 18 litri, quindi alla fine è una via di mezzo tra quelli che ti abbiamo consigliato noi.

Ciao e buone feste!

Staff DeumidificatoreTop

Ciao di nuovo Vittorio, allora a maggior ragione confermiamo la validità della prima ipotesi. Uno dei motivi che spesso spaventano nel montare dei condizionatori è l’intervento “infrastrutturale”, oltre che il costo, ma avendo tu la strada già spianata da questo punto di vista non ci sono ragioni per non approfittarne!

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