tipi di umidità in casaIn questa pagina cercheremo di spiegarvi nel dettaglio le varie differenze tra i tre tipi principali di umidità, ovvero: Umidità Relativa, Umidità Assoluta e Umidità di Risalita.

Prima di parlare dell’Umidità Relativa, è importante definire il concetto generale di “umidità“. Con il termine “umidità” si fa riferimento alla frazione di vapore acqueo presente nella miscela gassosa dell’atmosfera, ovvero di un determinato volume di aria. Assumendo alla lettera quest’ultima definizione, si evince che la quantità di acqua presente sotto forma liquida oppure solida (ghiaccio) non è conteggiata nel calcolo dell’umidità. Inoltre, poiché le molecole di acqua hanno un peso molecolare inferiore rispetto all’azoto (N) e all’ossigeno (O), anch’essi presenti nell’aria in forma biatomica, all’aumentare dell’umidità corrisponde una diminuzione progressiva del peso dell’aria stessa (pressione).

1. Umidità Relativa

Passiamo dunque al concetto di “Umidità Relativa“. Per ragioni di natura fisica, ad una determinata temperatura e volume di aria è possibile contenere solo una specifica quantità massima di vapore acqueo, comunemente espressa in termini percentuali come umidità relativa.

In altre parole, l’umidità relativa ci indica il rapporto tra l’umidità presente alle condizioni correnti di temperature e pressione e la quantità massima di vapore acqueo fisicamente possibile, descrivendo pertanto il grado di saturazione dell’aria. Questo comporta che se varia la temperatura ambientale di una stanza, si modifica anche il valore di umidità relativa. La relazione tra temperatura, umidità relativa e umidità assoluta descrive una curva che ci consente di desumere uno dei tre parametri mediante la conoscenza degli altri due.

Per il calcolo dell’umidità relativa è dunque possibile applicare semplicemente la triplice relazione, la quale, espressa in proporzione, equivale a dire che l’umidità relativa sta a 100 (%) come l’umidità assoluta sta all’umidità massima. Per fare un esempio, possiamo ipotizzare una stanza nella quale è presente una umidità assoluta di 8 grammi per metro cubo. Il massimale di umidità non è però ancora raggiunto, poiché la temperatura dell’aria potrebbe consentire ancora di contenere fino a 32 g di vapore per metro cubo, prima che quest’ultimo cominci a condensare, ossia “uscire” dalla miscela gassosa. Per determinare l’umidità relativa è sufficiente dunque applicare la seguente proporzione:

umidità relativa : 100 % = 8 g/mc : 32 g/mc

Dalla proporzione sopra esposta, si ricava un valore di umidità relativa pari al 25%.

In campo fisico, esistono ancora altre formule che possono essere proficuamente impiegate per desumere i singoli parametri, che però non trattiamo qui in quanto meno utilizzate comunemente.

Da un punto di vista generale, l’umidità riveste un significato importante in campo meteorologico nonché per la salubrità e confortevolezza degli ambienti frequentati dall’uomo. È noto infatti che un ambiente condizionato in maniera scadente, incide negativamente sull’uomo e sul suo benessere generale. Questo vale sia per l’ambito aziendale che per quello domestico, dove l’umidità relativa, insieme a temperatura e luminosità, rappresenta uno dei parametri più importanti per valutare la qualità ambientale dei locali.

2. Umidità Assoluta

L’Umidità Assoluta corrisponde invece alla quantità (massa) di vapore acqueo presente all’interno di un determinato volume di aria. È espressa come concentrazione in grammi per metro cubo di aria. Il valore massimo di umidità assoluta (umidità massima) si raggiunge in corrispondenza della condizione di saturazione, oltre la quale la frazione eccedente di vapore acqueo cambia stato fisico trasformandosi in acqua liquida (condensazione) o solida (brinamento) e, pertanto, si sottrae dal computo quantitativo dell’umidità totale.

L’umidità assoluta si può misurare anche in termini di condensato massimo ricavabile da un dato volume di aria, ovvero come quantità di acqua che può essere sottratta per essiccamento spinto, sempre da un certo volume di aria noto in partenza.

Data l’analogia con il concetto di concentrazione, l’umidità assoluta cambia anche al variare del volume di aria considerato, senza che si verifichi alcuna aggiunta o sottrazione di vapore acqueo. Un esempio esplicativo è dato dall’incremento della pressione, durante il quale le molecole di acqua vanno ad occupare progressivamente uno spazio via via inferiore e ad incrementare conseguentemente il valore di concentrazione (umidità assoluta), in quanto aumenta il numero di particelle per metro cubo. Il processo contrario si verifica in caso di espansione del volume di aria. Oltre alla pressione, il volume dell’unità di aria può essere modificato agendo sul parametro di temperatura, il quale rappresenta pertanto un fattore condizionante l’umidità assoluta. Una variazione termica dell’atmosfera causa una espansione dell’aria e quindi una modificazione in riduzione dell’umidità assoluta, anche se non c’è alcuna perdita di molecole di vapore acqueo.

L’umidità assoluta è un parametro difficilmente misurabile e pertanto si preferisce far riferimento al valore di umidità relativa per esprimere il quantitativo di umidità.

3. Umidità di Risalita

L’Umidità di Risalita è un particolare fenomeno di movimento dell’acqua nel terreno, o in altro mezzo, in senso ascendente, consentito dall’assenza di barriere impermeabili. Definita anche tecnicamente con l’espressione di umidità capillare ascendente del terreno, l’umidità di risalita riveste un ruolo molto importante in campo agronomico, poiché rappresenta un fondamentale meccanismo di approvvigionamento dell’acqua per le piante; mentre costituisce spesso un problema nell’ambito edilizio, per prevenire il quale, si adottano svariate tecniche costruttive o di risanamento.

Entrando nel merito tecnico del fenomeno dell’umidità di risalita in ambito edilizio, possiamo aggiungere che esso è causato sostanzialmente da due effetti che si sommano insieme fra loro provocando l’intensificazione del fenomeno stesso: innanzi tutto l’umidità risale per il principio di capillarità, attraverso i pori del terreno e dei materiali utilizzati nelle costruzioni, vincendo la forza di gravità che tende invece, come è noto, a spostare le masse libere (es. acqua) nella direzione inversa dall’alto verso il basso. Ne consegue che maggiore sarà la dimensione dei micropori presenti all’interno dei mattoni e dei cementi posti a diretto contatto con il terreno umido e più alta sarà la risalita per capillarità dell’acqua, riuscendo, nei casi peggiori, a raggiungere altezze anche di alcuni metri sopra il piano campagna.

Poiché i materiali da costruzione, in particolare i laterizi, contengono al loro interno un certo quantitativo di sali, la cui natura e concentrazione dipende essenzialmente dalla qualità dell’argilla di origine, all’effetto della capillarità precedentemente descritta, si aggiunge il fenomeno di risalita di acqua per differenza del potenziale elettrico tra terreno e fondazioni. Al lento passaggio dell’acqua all’interno dei muri, parte degli stessi sali contenuti nei mattoni si solubilizzano e si spostano seguendo il flusso di risalita. Giunta sulla superficie libera delle pareti, l’umidità evapora facendo depositare i composti salini sotto forma di cristalli, il cui maggior volume spaziale causa in questi casi il sollevamento del primo strato di tintura del muro ovvero il rigonfiamento e successivo distacco dell’intonaco. Questa manifestazione dell’umidità di risalita che interessa generalmente i primi centimetri di muro emergente dal suolo è facilmente visibile con la comparsa di aloni scuri, deformazioni superficiali ed emissione di cristalli salini.

Per scongiurare il fenomeno sopra descritto, tutte le costruzioni moderne adottano svariate tecnologie volte ad interrompere all’origine il movimento ascendete dell’acqua. Negli edifici più vecchi, privi degli accorgimenti tecnici anti umidità, si interviene mediante opere di risanamento mirate a contrastare il fenomeno di risalita e a ripristinare con nuovi materiali le porzioni di muro danneggiate.

Nelle abitazioni moderne provviste di barriere impermeabili in grado di impedire la risalita dell’acqua dal terreno, può tuttavia manifestarsi una medesima situazione di fuoriuscita di sali nella porzione inferiore delle pareti. Tale situazione è spesso erroneamente confusa con la risalita dell’umidità, mentre invece è la conseguenza di fenomeni di condensazione del vapore acqueo dell’aria sulla superficie del muro. L’igroscopicità dei sali favorisce poi l’assorbimento dell’acqua all’interno dei primi strati di intonaco e, sciogliendosi, causano poi la medesima problematica della risalita di umidità sopra riportata.

Gli interventi fino ad oggi maggiormente adottati contro lo scrostamento dei muri per risalita di umidità si dividono sostanzialmente in due categorie: un approccio evidentemente più economico e non risolutivo che mira esclusivamente a rimuovere i segni del fenomeno di risalita dell’umidità e della migrazione dei sali, costituito in genere dalla semplice rimozione delle parti deteriorare e dei depositi salini, con successiva ricopertura per mezzo di nuovo intonaco; ovvero, secondo un approccio che si avvale di diverse metodologie e tecnologie per individuare innanzi tutto la reale causa del problema e, successivamente, per rimuoverla alla base.

Il primo modo di procedere è generalmente caratterizzato da successivi eventi di ricomparsa del problema, poiché nulla ha realmente interrotto il processo di risalita dell’umidità e del trasporto di sali.

Il secondo sistema mira invece a risolvere definitivamente il problema contrastando la risalita mediante l’impiego di materiali isolanti ovvero sfruttando tecniche più complesse di natura chimica.

Al secondo tipo di approccio, appartengono sostanzialmente 3 strategie molto diverse fra loro:

1) Il taglio della muratura: questa tecnica, che prevede il taglio meccanico in senso orizzontale di tutti i muri in prossimità del suolo e l’inserimento di fogli sintetici isolanti, è vietata in quanto indebolisce la struttura dal punto di vista della resistenza ad eventi sismici. Inoltre, l’isolamento applicato al muro non è in grado di impedire l’assorbimento del vapore acqueo a seguito di fenomeni di condensa;

2) Iniezione di prodotti chimici: si effettua mediante la creazione di fori alla base della parete, dentro ai quali è quindi iniettato a pressione un liquido che andrà poi a diffondersi orizzontalmente all’interno del muro stesso. Le sostanze impiegate sono in genere formulazioni chimiche sintetiche con proprietà impermeabili. Come per la tecnica vista al punto precedente, anche la barriera chimica non è in grado di impedire i problemi derivanti dall’umidità assorbita dall’aria;

3) Elettrosmosi attiva: conosciuta anche sotto altri nomi, quali inversione di polarità, neutralizzazione di carica, emissione di impulsi elettromagnetici, questa tecnica non presenta sostanzialmente contro indicazioni in quanto non è invasiva, ossia non modifica la struttura fisica del muro. Il principio di azione di questa strategia si basa sulla possibilità di indurre il movimento inverso dell’umidità di risalita applicando una carica che neutralizza quella posseduta naturalmente dal muro. Poiché le caratteristiche chimico-fisiche di ogni muro sono diverse in funzione della composizione dei materiali impiegati, l’impiego di questo sistema presuppone una indagine analitica delle proprietà chimiche del muro stesso al fine di caratterizzarlo ed individuare così i parametri dell’intervento più adatti allo specifico caso.

L’elettrosmosi attiva è dunque una tecnica che prevede lavori accessori specialistici che incidono in modo rilevante sulla qualità finale del risultato. La professionalità del personale che esegue questo tipo di tecnica deve essere certificata e l’intervento stesso deve inserirsi in un piano di lavoro dettagliato.

Per individuare la tecnica di intervento più adeguata fra quelle sopra descritte è necessaria una valutazione preliminare da parte di un tecnico preparato, in quanto dalla strategia scelta dipende l’esito finale dei lavori e l’entità dei costi.

La risalita di umidità dai muri ha ripercussioni anche sulle proprietà di isolamento termico delle strutture stesse. L’acqua presente all’interno dei materiali funge da conduttore, incrementando la trasmissione del caldo o del freddo e peggiorando pertanto le prestazioni termiche dell’abitazione anche fino al 40%, in funzione dell’altezza raggiunta dall’umidità.

Oltre ai problemi estetici e strutturali causati dai depositi salini e dagli scrostamenti d’intonaco, nonché quelli relativi all’isolamento termico, la risalita di umidità dai muri favorisce infine la formazione di muffe con conseguente ulteriore peggioramento dell’impatto visivo e del livello di salubrità ambientale, poiché esse diffondono nell’aria spore potenzialmente allergeniche.


Scopri le nostre Classifiche


Dai un'occhiata anche alle altre Classifiche che abbiamo preparato per te. Se in questa pagina non hai trovato quello cercavi, allora potresti aver sbagliato prodotto. A tal proposito, qui sotto trovi tutte le altre nostre Classifiche Aggiornate che riguardano altre tipologie di prodotto.

Tipi di Umidità – Differenze Principali ultima modifica: da Staff DeumidificatoreTop

Lascia un Commento

Diventa il primo a commentare

Notificami
avatar
wpDiscuz